Veduta di Pompei
Alessandro La Volpe, 1864, olio su tela, cm 88x131, Museo dell'Ottocento Fondazione di Persio-Pallotta, Pescara
(Lucera 1820 – Roma 1887)
Allievo di Gabriele Smargiassi presso il Regio Istituto di Belle Arti di Napoli, Alessandro La Volpe assimilò la grande lezione del paesaggismo di Pitloo, distinguendosi per la delicatezza tonale e i calibrati trapassi luminosi. Presente alla Biennale Borbonica del 1848 con le vedute dei Templi di Pesto e della Grotta Bonèa, nel 1851 accompagnò il duca di Leuchtenberg in Sicilia e in Egitto, documentandone i più celebri monumenti. Il suo percorso incrociò brevemente le vicende della Scuola di Staggia, lavorando nella campagna senese al fianco di Serafino De Tivoli, Carlo Ademollo e Saverio Altamura nella ricerca del vero di macchia. Espositore assiduo alle rassegne della Promotrice napoletana, La Volpe inviò una Veduta di Pompei all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1867, testimonianza del respiro europeo della sua produzione prima del tardo trasferimento a Roma, dove si spense in assoluta indigenza.

