Tutto ebbe inizio con un bambino di nove anni che lasciò Amalfi per il Nuovo Mondo, portando con sé poco più di una speranza. Come tanti emigranti della sua generazione, inseguiva un futuro migliore. Venticinque anni dopo tornò nella sua terra, ormai uomo, con un bagaglio di esperienza, idee e sogni maturati oltreoceano. Fu un imprenditore lungimirante e un pioniere dell’arte tipografica, profondamente legato alle proprie radici.
Alla fine degli anni ’50 acquistò un terreno affacciato sulla sua amata Amalfi, immaginandovi una moderna tipografia. Ma il destino aveva altri progetti: l’attività si trasferì a Salerno e quel luogo rimase in attesa di una nuova storia da raccontare. Da quell’attesa nacque un albergo, custodito con dedizione dalla Famiglia De Luca per oltre quarant’anni.
Oggi quel luogo rinasce ancora una volta e diventa una casa della memoria, dove ogni ambiente racconta un frammento di questa terra straordinaria. Tra le sue stanze vivono le opere dei paesaggisti della Scuola di Posillipo e degli artisti che hanno celebrato la Costa d’Amalfi, come Gaetano Capone, Raffaele d’Amato e Pietro Scoppetta. Accanto a loro, i maestri europei che si lasciarono incantare da questi luoghi e i ceramisti di Vietri sul Mare Richard Dölker e Irene Kowaliska, che qui trovarono ispirazione e appartenenza.
Questa casa-museo è il frutto della passione di Giuseppe De Luca, che nel corso degli anni ha raccolto opere, ricordi e testimonianze di una terra amata profondamente. È soprattutto un gesto d’affetto e di gratitudine verso suo padre Andrea, la cui storia continua a vivere tra queste mura.
Per questo, da oggi, lo ricorderemo semplicemente come Il Tipografo di Amalfi. E così si chiama questa casa: non solo un luogo da abitare, ma una storia da custodire.