Amalfi. Impressione
Raffaele Tafuri, olio su tela, cm 38x53
(1857 – 1929)
Figura di spicco nel panorama artistico italiano tra il XIX e il XX secolo, il salernitano Raffaele Tafuri si formò al Regio Istituto di Belle Arti di Napoli sotto la guida di Stanislao Lista, assimilando profondamente la grande tradizione del realismo partenopeo. Il trasferimento a Venezia nel 1886 segnò una svolta fondamentale: l'incontro con l'arte di Giacomo Favretto e con il verismo dei maestri spagnoli, in particolare Martín Rico, ne arricchì notevolmente il linguaggio espressivo. L'opera si configura come una delle testimonianze più felici del tardo-naturalismo in Italia. In questa veduta costiera, Tafuri riesce a fondere magistralmente l'osservazione analitica del vero — tipica della sua matrice napoletana — con le istanze pittoriche internazionali scoperte durante le Biennali di Venezia. Il titolo stesso, Amalfi. Impressione, esplicita l'adesione a una sensibilità moderna, vicina alle ricerche del cosiddetto impressionismo “internazionale”, dove la luce si dissolve in una stesura cromatica vibrante e atmosferica.

