Giardino

Raffaele D'Amato, 1919, olio su tavoletta cm 14,5x22

(1857-1921)
Nato a Maiori, l’artista si forma presso lo studio di Gaetano Capone e al Regio Istituto di Belle Arti di Napoli con Domenico Morelli. Insieme a Pietro Scoppetta, D’Amato eredita la lezione morelliana inserendosi nel filone di un realismo a volte oleografico, ma capace anche di restituire un’analisi psicologica dei tipi condotta con la perizia di un pittore di storia. In questo dipinto del 1919, l’artista rinnova il proprio linguaggio dopo una crisi creativa che per quasi vent'anni ne aveva sospeso l’attività. Superati i registri della pittura di genere, l’opera testimonia una nuova stagione di alta qualità pittorica, dove la resa del vero approda ad accenti decisamente post-impressionistici.

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