Popolana

Vincenzo Caprile, 1900-1905, olio su tela, cm 44x30,5

(1856 – 1936)
Formatosi all’Istituto di Belle Arti di Napoli con Domenico Morelli, Vincenzo Caprile preferì all’immaginazione desanctisiana del maestro la sintesi formale della Scuola di Portici. In questo ritratto di fanciulla, l’artista attinge a quel repertorio "di genere" condiviso con gli amici Gaetano Esposito e Vincenzo Volpe (scheda 24), che si accontenta di far risplendere quelle "lacrime delle cose" in immagini di fanciulle dalla vita semplice, nella speranza che il soggetto si purifichi attraverso le qualità della forma. Una narrazione pacata e oggettiva eleva la modella a una dimensione di nobile compostezza, dove la perizia pittorica riscatta il dato quotidiano in un'emozione pura e silenziosa.

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