Costiera da Ravello
Antonio Ferrigno, olio su tela, cm 40x50
(1863 – 1940)
Formatosi a Maiori sotto la guida di Gaetano Capone, Antonio Ferrigno sviluppa una ricerca che supera la piana constatazione del "vero" tipica della generazione precedente. In questo dipinto, riferibile ai primi anni Trenta, la struttura dell’immagine segna l’affermarsi di un’osservazione obliqua e divergente, capace di dilatare le proporzioni e rivelare l'occasionalità del paesaggio. L’opera testimonia la maturità raggiunta dopo il rientro dal soggiorno in Brasile (1905): agli esempi del realismo giovanile subentrano impianti d’ascendenza divisionista. Attraverso l’uso di una ricca gamma cromatica, Ferrigno supera la visione prospettica, per accentuare la profondità luminosa della veduta, restituendo un’immagine informata delle esperienze internazionali.

