Positano
Vincenzo Caprile, 1890, olio su tavola, cm 37x51,5
(1856 – 1936)
Formatosi all’Istituto di Belle Arti di Napoli con Domenico Morelli, Caprile preferì al "dipingere poetizzato" del maestro l’immediatezza e la sintesi formale dei Scuola di Portici, in particolare di Federico Rossano e di Alceste Campriani. In questa veduta della spiaggia di Positano, risalente all’ultimo decennio del secolo, emerge quel materialismo "austero", derivato da Filippo Palizzi: un metodo analitico, debitore al positivismo dominante la cultura europea nel XIX secolo, che si traduce in un’uniformità tecnica metodica e precisa. Attraverso una stesura luminosa, che risente dei bagliori dei pittori spagnoli come Martín Rico, l'opera attesta la capacità di cogliere un’immagine della natura tramite una narrazione pacata e oggettiva.

